“C'è un momento, poco prima del tramonto, in cui la parete diventa oro liquido e l'acqua resta ferma.”
Chiaia di Luna è la prima cartolina che molti portano a casa di Ponza, e capirne il perché serve davvero a viverla bene. La spiaggia è una mezzaluna di sabbia chiara chiusa da pareti di tufo che cambiano colore con la luce: rosa al mattino, oro al tramonto, lavanda quando arriva l'imbrunire.
Per anni l'accesso da terra, attraverso il tunnel romano, è stato il rito d'ingresso. Oggi il tunnel è soggetto a vincoli per ragioni di sicurezza geologica: prima di qualsiasi spostamento conviene controllare la pagina avvisi del Comune e chiedere a chi gestisce il porto. Quando l'accesso da terra non è disponibile, la baia si scopre dal mare: con un piccolo gozzo a noleggio, con uno dei tour del giro dell'isola, oppure a nuoto da Cala Frontone per chi è esperto e in giornate di mare calmo.
Il momento giusto è il tardo pomeriggio. La parete a ovest fa ombra fino alle 11 e poi torna in penombra dopo le 17, regalando una luce calda che racconta perché Ponza è chiamata l'isola del tufo. Portare scarpe da scoglio per spostarsi sui sassi e una maschera: appena sotto la superficie ci sono pesci ago, salpe e qualche cernia di passaggio.
Da non sottovalutare: cliff e roccia friabile sopra la spiaggia non perdonano l'incoscienza. Si resta sotto le aree segnalate, si ascoltano gli avvisi del personale di porto, e si lascia sempre la spiaggia pulita. È una baia fragile e bellissima: dipende anche da noi continuare a vederla così.
Ultima revisione: 2026-04-20

