Nel 1928 il regime fascista istituisce a Ponza una colonia di confino politico. Negli anni successivi vi vengono inviati antifascisti di ogni provenienza ideologica: socialisti, comunisti, repubblicani, anarchici, liberali, sloveni e croati istriani, exponenti del clero non allineato.
Tra i nomi più noti che soggiornano a Ponza ci sono Sandro Pertini (futuro Presidente della Repubblica), Pietro Nenni (futuro vicepresidente del Consiglio), Giorgio Amendola, Umberto Terracini, Mauro Scoccimarro. È una rete di intelligenze costretta sull'isola che, paradossalmente, consolida nel confino una nuova classe dirigente democratica.
Il 27 luglio 1943, dopo la caduta del regime, è la stessa Ponza ad accogliere — questa volta come prigioniero — Benito Mussolini, trasferito qui per pochi giorni prima di essere portato a La Maddalena e poi sul Gran Sasso. Una simmetria storica che gli isolani ricordano ancora.
Le tracce del confino sono visibili nel centro storico: alcune case del confino restaurate, lapidi, l'archivio comunale. Una passeggiata tematica si fa partendo da Piazza Carlo Pisacane, lungo il Corso, fino al porto vecchio.
Ultima revisione: 2026-05-02


