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I piatti della tradizione: lenticchie, fagiolata e pesce di paranza

Una guida ai sapori che raccontano l'isola: la lenticchia di Ponza, la fagiolata di San Silverio, il pesce povero che diventa piatto principale.

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La lenticchia di Ponza è piccola, scura, dal sapore intenso. Cresce sui terrazzamenti coltivati a fatica, in piccolissime quantità, e ogni anno la raccolta dipende dal vento e dalla pioggia. È una varietà locale che la Pro Loco e qualche piccolo produttore tengono in vita: cercatela come zuppa nei ristoranti tradizionali, spesso accompagnata da pane raffermo, olio nuovo e una grattata di pecorino.

La fagiolata di San Silverio è il piatto della festa: una zuppa densa di fagioli, pasta corta, soffritto leggero. Si serve in piazza il 20 giugno a chi passa, gratis, in ricordo della solidarietà contadina. Provare a mangiarla in piedi, con un cucchiaio di plastica e cento sconosciuti intorno è un'esperienza che resta.

Sul versante mare, la cucina ponzese ha sempre fatto molto con poco. Il pesce 'di paranza' (le piccole barche da posta) — alici, sgombri, sugarelli, occhiate — è la base. Si mangia fritto, marinato, in zuppa con pomodoro e crostino. Le seppie ripiene, i totani con i piselli e gli spaghetti alle vongole sono la versione domenicale dello stesso linguaggio.

Tra i piatti più cercati: la linguine al limone di Ponza (semplice ma rigorosa: limoni dell'isola, burro o olio, parmigiano), il coniglio alla ponzese (con vino bianco, olive e capperi), e la fragaglia fritta come antipasto. Per finire, in qualche ristorante d'estate compaiono i figliola — pasticcini al miele e mandorle che pochi turisti conoscono.

Tre regole semplici per non sbagliare: scegliete locali con carta corta, chiedete cosa è di giornata, lasciate la mancia se siete soddisfatti. Sono i tre gesti che premiano chi lavora seriamente.

Ultima revisione: 2026-05-02