La fellata è il pasto più semplice e più ponzese che esista. Non è una ricetta: è un gesto. Una fetta spessa di pane raffermo, strofinata con uno spicchio d'aglio, un pomodoro maturo schiacciato direttamente sopra, una alice sotto sale dissalata e aperta a libro, sale grosso, origano, olio extravergine.
Si mangia sulle banchine al ritorno dalla pesca, sui terrazzamenti durante la raccolta, in cima al sentiero del Faro della Guardia. Non ha orari: a Ponza è colazione, merenda, cena leggera.
La variante estiva aggiunge cetriolo a fette e cipolla rossa di Tropea; quella invernale sostituisce il pomodoro fresco con conserva fatta in casa. In entrambe il pane è la base: deve essere casereccio, con la mollica un po' asciutta, capace di reggere il condimento senza sciogliersi.
Cercate i forni storici del centro: aprono presto, hanno il pane caldo entro le 9 del mattino. Una pagnotta da 500 g è perfetta per due fellate generose.
Ultima revisione: 2026-05-02

